mercoledì 20 settembre 2017

Come si può girare lo sguardo altrove....


Come si può girare lo sguardo altrove di fronte a queste atrocità.... una società evoluta, supertecnologica, moderna e democratica non può far finta che non stia accadendo nulla...





https://www.facebook.com/theguardian/videos/10155769508626323/

domenica 13 marzo 2016

VENUTO AL MONDO . . . . .


Abbasso gli occhi per la vergogna. . . .che altro fare davanti ad una nascita avvenuta in mezzo al fango . . . . davanti ad un piccolo essere sciacquato con una bottiglia di acqua minerale fredda senza il bue e l'asinello per riscaldarlo . . . .  benvenuto piccolino in questo mondo "meraviglioso "  !!!

Erano mesi che volevo scrivere di questi  bimbi vittime di guerre furibonde,  tante piccole creature in marcia trascinati in questo esodo biblico e ammassati con le loro famiglie in condizioni indegne. Secondo i dati diffusi dall' UNICEF almeno 185 bambini sono morti, nel 2015 , solo nei naufragi nel Mar Egeo, lungo la rotta tra Turchia e Grecia.   Non sono mai riuscita a trovare le parole che trasmettessero l'orrore . Poi è arrivato questo piccolino. . . . venuto al mondo in una condizione inaccettabile per una società evoluta .  Mi sono indignata e finalmente una giornalista ha saputo esprimere quello che albergava nel mio cuore e lo fisso qui per non dimenticare mai .





Tu devi vivere. Per te, minuscola creatura senza nome venuta al mondo sotto un cielo di pioggia, su un materasso di fango. Ma anche per noi, che ti guardiamo inteneriti e ipocriti - disposti a piangerti morto e però non disposti ad accoglierti vivo. Sei l'ennesimo: un numero di troppo, in una somma con tanti zeri.

Se l'acqua con cui ti hanno lavato non sarà stata troppo fredda, se i microbi e i batteri che proliferano nella fetida melma pestata da scarpe esauste non infetteranno la ferita del cordone ombelicale, allora anche per noi ci sarà perdono.


Un giorno saprai dove, come e perché ti è stato tolto tutto, anche il diritto di appartenere, nei tuoi primi istanti, a chi ti ha generato. Invece il mondo intero ti ha visto nudo, inerme, poco più grande della mano che ti sostiene. Se resterai in questo continente, ci incontrerai a scuola, all'università, al lavoro e non potrai non chiederti dove eravamo, mentre tua madre incinta attraversava il mare bellissimo in cui noi ci facevamo il bagno, o camminava sotto la pioggia ai margini di una strada che non doveva condurre a nulla. E perché nessuno le ha trovato un tetto, o un letto - nemmeno a lei, che degli ultimi era nella condizione di essere l'ultima. 
Guardando il genitore di un tuo compagno, o il tuo datore di lavoro, ti chiederai se è stato tra quelli che ritenevano tua madre una minaccia alla sua identità, alla sua religione o alla sua opulenza. Se è stato uno di quelli che distingueva i suoi bisogni in base alla presunta sicurezza della regione da cui era partita, e classificava i suoi compagni di viaggio tra aventi diritto e non aventi. O se è stato invece uno di quelli che ti hanno aiutato - dandole qualcosa da mangiare, o un passaggio, o anche solo la tenda in cui sei nato. Che in verità costa molto poco, sai, e i giovani di questo continente non la usano più nemmeno per andare in vacanza. 

Misero aiuto, potrai pensare - perché ciò che mia madre chiedeva non era cibo né tenda, benché ovviamente avesse bisogno anche di quelli, ma era ciò che voi considerate tutto.... la dignità di essere riconosciuta come essere umano , e il diritto di sognare un futuro per sé e per te.  Che poi è l'unica ragione che muove il mondo e lo rinnova.

Forse ti diranno che tanti anni fa l' Europa era un campo di rovine, dopo una guerra peggiore o identica a quella da cui sono scappati i tuoi.  Ricordandosi di non aver accolto neanche un profugo, di aver lasciato affondare le barche che trasportavano un popolo condannato a morte , giurando che lo scandalo non si sarebbe ripetuto, gli uomini che dovevano governare il nuovo mondo compilarono nobili costituzioni e firmarono trattati impegnativi.
Nel 1951, la convenzione di Ginevra ha sancito che nessuno Stato che l'ha sottoscritta  "può espellere o respingere, in qualunque maniera, un rifugiato alle frontiere di territori in cui la sua vita o la sua libertà sarebbe minacciata ". . . .  Infatti non hanno espulso tua madre né te,   ma non vi hanno neppure accolti.   Siete lì, entrambi . . . di tuo padre non so nulla . . . sospesi, nel bozzolo umido e primordiale di una tenda.  Vi hanno fermato. . . come si ferma provvisoriamente un fiume  costruendo una diga che allaga i campi tutt'intorno.  Ma come tutti sanno, l'acqua trova sempre una strada.  Tu l'hai trovata.

Se un giorno, in Germania , in Svezia , in Danimarca  mi incontrerai, chiedimi dov ' ero il 12 Marzo del 2016.   Ti ho visto nascere, ti dirò , ti ho augurato di vivere , ho scritto di te.     Tu mi dirai : non era abbastanza.    Ma ci vorranno anni. E io ho ancora modo di dimostrarti che ti considero più prezioso della plastica che  ti circonda , che sei tu il futuro mio e dell'unione di nazioni e popoli di cui vorrei essere orgogliosa di fare parte.    Di dimostrarti che ti ho riconosciuto.

( Melania Mazzucco )



Pietà per i bambini che fuggono e non sono colpevoli.....
....  per quelli che navigano e non sono marinai....
....  per quelli che stanno in mare ma non sono villeggianti.....
....  per quelli che giacciono sulle spiagge ma non sono in vacanza....
....  per quelli che hanno l'orrore negli occhi, nella pelle arsa dal sole di giorno
       e bruciata dalla salsedine di notte.....
....  pietà per quelli che pregano in silenzio sotto un cielo nero su una barca che affonda,
      con poveri cenci addosso in un mare scuro.....
....  pietà per i bambini che piangono senza più lacrime ....
....  per le madri che li vedono morire, per i padri impotenti ....
Pietà per tutta la barbarie di questo triste  e maledetto mondo. . . mondo senza umanità.


(Amendola Carmine )

mercoledì 3 febbraio 2016

TI MERITI UN AMORE....




DEDICATA . . . . .




TI MERITI UN AMORE    






Ti meriti un amore che ti voglia spettinata,

con tutto e le ragioni che ti fanno alzare in fretta,

con tutto e i demoni che non ti lasciano dormire.



Ti meriti un amore che ti faccia sentire sicura,

in grado di mangiarsi il mondo quando cammina accanto a te,

che senta che i tuoi abbracci sono perfetti per la sua pelle.



Ti meriti un amore che voglia ballare con te,

che trovi il paradiso ogni volta che guarda nei tuoi occhi,

che non si annoi mai di leggere le tue espressioni.



Ti meriti un amore che ti ascolti quando canti,

che ti appoggi quando fai la ridicola,

che rispetti il tuo essere libera , che ti accompagni nel tuo volo,

che non abbia paura di cadere.



Ti meriti un amore che ti spazzi via le bugie,

che ti porti il sogno,

il caffè

e la poesia.




(Frida Kahlo )






venerdì 2 ottobre 2015

Alle ragazze dalle labbra rosa e dal piede leggero.....





Alle ragazze dalle labbra rosa e dal piede leggero, a tutte quelle come me , che non sono più ragazze, ma credono che esista ancora un posto per provare ad esserlo, che ridono spostando il capo ed accendendo gli occhi, che hanno ancora un sasso stretto dentro al pugno da lanciare, che aspettano una sfida e una scommessa ancora  da vincere.


(Karen Blixen )
La mia Africa







lunedì 11 marzo 2013

A tutte ...... ad ognuna .....




"...e dunque, per tutte le grandi donne anziane che intuiscono di non poter esistere senza giovani con cui riflettere, a cui insegnare, da cui imparare, in cui trovare umorismo e per cui trovare potenzialità, su cui appoggiarsi, in cui riversarsi...e dunque, per tutte le donne più giovani che intuiscono di essere destinate a vivere meno bene senza l'essenza di una donna donchisciottesca, un pò più vecchia e più saggia con cui riflettere, a cui insegnare, da cui imparare, in cui trovare umorismo e per cui trovare potenzialità, su cui appoggiarsi, in cui riversarsi.


In questo senso, per tutte le figlie giovani, mature e anziane che si avvicineranno al fuoco delle grandi madri per la prima volta, per molte volte, o per l'ultima volta...per tutte le grandi figlie o grandi anziane che terranno vivo il fuoco di questo legame a tandem attraverso lettere e libri, insegnamenti e incontri, proverbi e esclamazioni, viaggi con mantelline e piume nel cappello, e con la semplice vicinanza...

Per loro...
per tutti i loro cuori pellegrini...

Possano sempre ritrovarsi e non solo  passarsi accanto, ma rimanere vicine e fortificarsi l'un l'altra, e perciò a loro sono affidati i confini
e le porte dell'anima e del mondo." ♥♥♥





(Clarissa Pinkola Estés - La danza delle grandi madri)

martedì 1 gennaio 2013

Riflessioni sotto il melo .....





Ultimo giorno dell'anno è d'obbligo tirare le somme e riflettere sull'anno che se ne va.  Un anno ruvido, problematico che poco ha donato e molto ha chiesto.  

Mi riferisco ai nostri ragazzi che annaspano alla ricerca di una speranza di futuro. . . speranza di un lavoro  che oggi è sempre più precario e penalizzato da contratti vergognosamente privi di diritti. 

Mi riferisco ad una classe politica che è l'opposto di quello che dovrebbe essere . . .  anzichè esempio e  stimolo per ideali e vivere civile trasmette un'immagine di corruzione e qualunquismo assolutamente negativa sia per le nuove generazioni che per noi già forti di esperienza.

Mi riferisco alle centinaia di migliaia di persone che hanno perso il lavoro e ogni giorno devono affrontare gli occhi dei loro famigliari , dei loro bambini che chiedono quelle sicurezze che non sanno più dove trovare.

Il mondo di moltissime persone è stato messo a soqquadro , le strade sono piene di negozi che hanno chiuso i battenti , ci sono meno macchine in giro . . . sia per la benzina troppo cara che per  minore disponibilità economica . . .  insomma si può dire che questo anno si è snodato sotto l'insegna dell'incertezza.

E poi se vogliamo completare il quadro delle negatività , non posso non mettere il evidenza il terremoto che ha sconquassato l' Emilia. . .  la mia terra d'origine che mai come in questo frangente ho sentito mia anche se sono lontana da una vita .  Le mie radici hanno avuto un fremito di appartenenza fortissimo come non mi era mai accaduto.

Insomma è passato un anno "da dimenticare" e certamente in moltissimi non vedranno l'ora che scocchi la mezzanotte e  sul calendario si possa leggere  " 2013 ".


Io quel calendario lo voglio guardare con occhi fiduciosi, mettendo in campo tutta l'energia positiva di cui sono in possesso . . . voglio guardare il futuro mio, ma in particolare quello di chi è stato piegato dalle avversità ,  con animo gioioso pieno di speranza. . .  voglio credere che ci sarà un riscatto per coloro che sono stati messi in ginocchio da una società impazzita e piena di ingiustizie che non voglio elencare per non banalizzare il mio auspicio  . . . 

Vorrei aggiungere anche qualche desiderio rivolto al benessere dell'anima . . . .  mi piacerebbe che ognuno di noi riportasse a galla la capacità di sorridere con facilità ai propri simili . . . banale ?   Si forse, ma se ci predisponiamo all'approccio affettuoso credo che si ricreerà una rete positiva che potrà essere solo portatrice di cose buone.   Sembrerà un pensiero ingenuo , l'ho formulato ieri sul lungolago di Pallanza guardando le decine di persone che passeggiavano, chiuse ognuno nel loro cerchio privato che escludeva, anche solo per un sguardo benevolo , tutti gli altri e ho fatto il confronto con tutti i cani che li accompagnavano.   Bene fateci caso , i cani si cercano, si annusano , socializzano indipendentemente dalla razza o dal pedigree e lo fanno sempre , non ce n 'è uno che passi altezzoso senza aver guardato o avvicinato un suo simile. . . .    ecco io direi ripartiamo da qui. . .   ripartiamo da un sorriso in più . . . non costa nulla e produce ricchezza . . . ricchezza fatta di calore che può solo portare del bene. 



mercoledì 7 novembre 2012

Bambini. . . .



Ho avuto in questo ultimo periodo due incontri con bambini speciali , delle vere e proprie delizie.
La sensazione d'incanto che mi hanno lasciato la voglio fissare su questa pagina per impedire che sbiadisca con il tempo.



La prima è stata una bimba che chiamerò "la Corsara ". . .
Era una domenica di inizio autunno, la piazzetta era semi deserta , un pallido sole illuminava l'aria. Seduta su una panchina davanti al Lago d'Orta mi godevo la quiete di quella giornata  quando ho visto arrivare una  "pulce" di più o meno 4 anni. . .  passo spedito. . . sola . . con jeans e una polo con le maniche arrotolate all'insù come una persona indaffaratissima. . . parlottava da sola. . . forse con un amico immaginario. . . era diretta al parco giochi  di fianco alla mia panchina.

In questo piccolo parco giochi troneggia la prua di una nave in miniatura alla quale si collegano scivoli e scalette.    La nostra  "Corsara" si avvicina alla scaletta e sale decisa ,  fa due o tre giri sullo scivolo che si incastra nel muso della nave e poi sale definitivamente sul ponte e comincia a gridare. . .   "vienite all'arrembaggio" . . .  " vienite all'arrembaggio ". . .

Questo buffo richiamo lei lo gridava a squarciagola e lo ha fatto per almeno 15 minuti ininterrottamente , salvo ogni tanto sussurrarselo forse per sentire se era efficace.
La piazzetta in quel momento era semi-deserta e noi pochi presenti ci chiedevamo tutti a chi si rivolgesse . . . .  Era fantastica . .  piccola, indomita e tenace.    
L'ho incontrata un'oretta dopo. . . era con i genitori e lei. . .  stremata . . .  dormiva nel passeggino !!!!
Indimenticabile !!!!





Il secondo incontro "magico" l'ho avuto pochi giorni fa.. .  ero in un grande  "villaggio outlet "  e dopo aver camminato parecchio lungo i viali mi sono avvicinata ad una panchina dove erano già seduti due bimbi. . .   il più "grande" sui sette anni , il "piccolo" sui quattro.

L'inizio è già stato delizioso...il  "grande" dice al "piccolo". . .  "...spostati fai spazio alla signora  . .  "
Loro erano in attesa dei genitori  che facevano shopping  in un negozio di fronte  senza peraltro abbandonarli mai con lo sguardo.

Hanno cominciato a raccontare  . . . quattro occhioni blu, bellissimi,  mi fissavano . . .  sguardi che conservavano ancora l'incanto di un'infanzia protetta e difesa dalle aggressioni di un mondo a volte volgare.    Mi raccontavano dei loro camion in miniatura che avevano portato per giocare mentre mamma e papà facevano acquisti. . .  mi raccontavano del Circo che era arrivato nella loro città . . . e il "piccolo"  diceva . .   ". . . sai il Circo a me piace ma ci vogliono " dieci soldini"  solo per me per andarci e noi siamo in quattro . . . "  Tutto questo detto con una vocina tenerissima e  due occhioni blu spalancati  e bellissimi che mi fissavano . . . .



Veramente adorabili . . .  per dieci minuti mi sono ritrovata in un mondo ingenuo e senza tempo . . . e mi ha scaldato il cuore sapere che esiste ancora.