Ho cominciato a salutare . . . il mare. Ha fatto parte delle mie giornate come desideravo da tanto . . . mi ha fatto compagnia con i suoi colori e con il suo canto . . . l'ho guardato a lungo, per giorni interi . . . . . . mentre accoglieva la colonia di gabbiani che si posavano sulla sua superficie per riposarsi dopo mille volteggi . . . ha giocato con i surfisti nei giorni di vento . . . ha fatto da via alle grandi navi che transitavano all'orizzonte . . . ha cullato le bellissime barche dei pescatori che al tramonto prendevano il largo per posizionare le reti. . . ha rinfrescato corpi bruciati dal sole ma soprattutto ha allietato il mio cuore, ha saziato questo mio desiderio di "mare" che chissà da dove viene . . . sicuramente da molto lontano . . . un richiamo
ancestrale che non so qualificare ma che ha una grande potenza e quando questo richiamo viene ascoltato mi dona una bellissima sensazione di gioia . . . come quando incontri un grande amico !!!
Ho comprato un libro da leggere in questi giorni e la sorpresa è stata grande quando in terza pagina, dove di solito l'autore mette qualche aforisma o qualche dedica , si leggeva . . . .
" Ed ecco ce ne andiamo come siamo venuti,
arrivederci fratello mare
mi porto un pò della tua ghiaia
un pò del tuo sole azzurro
un pò della tua infinità
e un pò della tua luce
e della tua infelicità.
Ci hai saputo dire molte cose
sul tuo destino di mare
eccoci con un pò più di speranza
eccoci con un pò più di saggezza,
e ce ne andiamo come siamo venuti
arrivederci fratello mare. "
(Hazim Hikmet )