Abbasso gli occhi per la vergogna. . . .che altro fare davanti ad una nascita avvenuta in mezzo al fango . . . . davanti ad un piccolo essere sciacquato con una bottiglia di acqua minerale fredda senza il bue e l'asinello per riscaldarlo . . . . benvenuto piccolino in questo mondo "meraviglioso " !!!
Erano mesi che volevo scrivere di questi bimbi vittime di guerre furibonde, tante piccole creature in marcia trascinati in questo esodo biblico e ammassati con le loro famiglie in condizioni indegne. Secondo i dati diffusi dall' UNICEF almeno 185 bambini sono morti, nel 2015 , solo nei naufragi nel Mar Egeo, lungo la rotta tra Turchia e Grecia. Non sono mai riuscita a trovare le parole che trasmettessero l'orrore . Poi è arrivato questo piccolino. . . . venuto al mondo in una condizione inaccettabile per una società evoluta . Mi sono indignata e finalmente una giornalista ha saputo esprimere quello che albergava nel mio cuore e lo fisso qui per non dimenticare mai .
Tu devi vivere. Per te, minuscola creatura senza nome venuta al mondo sotto un cielo di pioggia, su un materasso di fango. Ma anche per noi, che ti guardiamo inteneriti e ipocriti - disposti a piangerti morto e però non disposti ad accoglierti vivo. Sei l'ennesimo: un numero di troppo, in una somma con tanti zeri.
Se l'acqua con cui ti hanno lavato non sarà stata troppo fredda, se i microbi e i batteri che proliferano nella fetida melma pestata da scarpe esauste non infetteranno la ferita del cordone ombelicale, allora anche per noi ci sarà perdono.
Un giorno saprai dove, come e perché ti è stato tolto tutto, anche il diritto di appartenere, nei tuoi primi istanti, a chi ti ha generato. Invece il mondo intero ti ha visto nudo, inerme, poco più grande della mano che ti sostiene. Se resterai in questo continente, ci incontrerai a scuola, all'università, al lavoro e non potrai non chiederti dove eravamo, mentre tua madre incinta attraversava il mare bellissimo in cui noi ci facevamo il bagno, o camminava sotto la pioggia ai margini di una strada che non doveva condurre a nulla. E perché nessuno le ha trovato un tetto, o un letto - nemmeno a lei, che degli ultimi era nella condizione di essere l'ultima.
Guardando il genitore di un tuo compagno, o il tuo datore di lavoro, ti chiederai se è stato tra quelli che ritenevano tua madre una minaccia alla sua identità, alla sua religione o alla sua opulenza. Se è stato uno di quelli che distingueva i suoi bisogni in base alla presunta sicurezza della regione da cui era partita, e classificava i suoi compagni di viaggio tra aventi diritto e non aventi. O se è stato invece uno di quelli che ti hanno aiutato - dandole qualcosa da mangiare, o un passaggio, o anche solo la tenda in cui sei nato. Che in verità costa molto poco, sai, e i giovani di questo continente non la usano più nemmeno per andare in vacanza.
Misero aiuto, potrai pensare - perché ciò che mia madre chiedeva non era cibo né tenda, benché ovviamente avesse bisogno anche di quelli, ma era ciò che voi considerate tutto.... la dignità di essere riconosciuta come essere umano , e il diritto di sognare un futuro per sé e per te. Che poi è l'unica ragione che muove il mondo e lo rinnova.
Forse ti diranno che tanti anni fa l' Europa era un campo di rovine, dopo una guerra peggiore o identica a quella da cui sono scappati i tuoi. Ricordandosi di non aver accolto neanche un profugo, di aver lasciato affondare le barche che trasportavano un popolo condannato a morte , giurando che lo scandalo non si sarebbe ripetuto, gli uomini che dovevano governare il nuovo mondo compilarono nobili costituzioni e firmarono trattati impegnativi.
Nel 1951, la convenzione di Ginevra ha sancito che nessuno Stato che l'ha sottoscritta "può espellere o respingere, in qualunque maniera, un rifugiato alle frontiere di territori in cui la sua vita o la sua libertà sarebbe minacciata ". . . . Infatti non hanno espulso tua madre né te, ma non vi hanno neppure accolti. Siete lì, entrambi . . . di tuo padre non so nulla . . . sospesi, nel bozzolo umido e primordiale di una tenda. Vi hanno fermato. . . come si ferma provvisoriamente un fiume costruendo una diga che allaga i campi tutt'intorno. Ma come tutti sanno, l'acqua trova sempre una strada. Tu l'hai trovata.
Se un giorno, in Germania , in Svezia , in Danimarca mi incontrerai, chiedimi dov ' ero il 12 Marzo del 2016. Ti ho visto nascere, ti dirò , ti ho augurato di vivere , ho scritto di te. Tu mi dirai : non era abbastanza. Ma ci vorranno anni. E io ho ancora modo di dimostrarti che ti considero più prezioso della plastica che ti circonda , che sei tu il futuro mio e dell'unione di nazioni e popoli di cui vorrei essere orgogliosa di fare parte. Di dimostrarti che ti ho riconosciuto.
( Melania Mazzucco )
Pietà per i bambini che fuggono e non sono colpevoli.....
.... per quelli che navigano e non sono marinai....
.... per quelli che stanno in mare ma non sono villeggianti.....
.... per quelli che giacciono sulle spiagge ma non sono in vacanza....
.... per quelli che hanno l'orrore negli occhi, nella pelle arsa dal sole di giorno
e bruciata dalla salsedine di notte.....
.... pietà per quelli che pregano in silenzio sotto un cielo nero su una barca che affonda,
con poveri cenci addosso in un mare scuro.....
.... pietà per i bambini che piangono senza più lacrime ....
.... per le madri che li vedono morire, per i padri impotenti ....
Pietà per tutta la barbarie di questo triste e maledetto mondo. . . mondo senza umanità.
(Amendola Carmine )
.... per quelli che navigano e non sono marinai....
.... per quelli che stanno in mare ma non sono villeggianti.....
.... per quelli che giacciono sulle spiagge ma non sono in vacanza....
.... per quelli che hanno l'orrore negli occhi, nella pelle arsa dal sole di giorno
e bruciata dalla salsedine di notte.....
.... pietà per quelli che pregano in silenzio sotto un cielo nero su una barca che affonda,
con poveri cenci addosso in un mare scuro.....
.... pietà per i bambini che piangono senza più lacrime ....
.... per le madri che li vedono morire, per i padri impotenti ....
Pietà per tutta la barbarie di questo triste e maledetto mondo. . . mondo senza umanità.
(Amendola Carmine )

