giovedì 31 maggio 2012

La mia terra trema.......

Sono nata in Emilia e  anche se ormai vivo lontana da quasi tutta la mia vita , rimane indelebile il "clima" che si respira in questa terra.  Senza voler sublimare nulla e nessuno credo di poter affermare che  la vita qui è condita da un calore umano unico e indimenticabile. 

L'accoglienza che ricevi quando entri in un negozio è famigliare come se tu fossi entrato in casa di amici, la bellezza delle sue piazze piene di gente che si riuniscono in gruppi e parlano . . . parlano . . e passeggiano e si fermano e continuano a parlare. L'emblema di questo è Piazza Maggiore a Bologna. .bellissima . .calda  piena di umanità che si riconosce in quei rapporti antichi fra gli uomini.


Spesso i visi sono cotti dal sole, le mani ruvide . . . 

perchè l'Emilia è terra coltivata ,  bellissime fattorie in mattoni rosati che spuntano in mezzo a campi immensi seminati con amore e competenza . . .


perchè l'Emilia è anche il canto del gallo che senti ovunque , anche come sottofondo a molte interviste fatte in questi giorni ,  che da il segnale di quanto questa terra sia 
legata  all'agricoltura e produca alimenti magnifici . . . 

perchè l'Emilia è anche convivialità , solarità e  allegria . . .


perchè l'Emilia  è il culto del  buon cibo .   

Tutto questo miscelato da origine ad un popolo magnifico, forte , generoso .

La ferità inferta da questo terremoto è immensa . . . il dolore  provocato dalla vista di quelle migliaia di forme di parmigiano franate a terra sono , oltre che un danno economico enorme , l' emblema di cosa ha provocato questo sisma. . .  uno sfregio nell'anima di ogni emiliano. 







Concludo questo mio atto d'amore verso la mia terra postando questa  "LETTERA AL  TERREMOTO"  scritta da una persona che sta vivendo questo disastro. . .


è bellissima   !!!!!!!






Gentile Sig. Terremoto, 
c'è una cosa che non hai capito della mia terra, ora te la racconto. Per chiamarci non basta una parola sola: Emilia Romagna, Emiliano Romagnoli, ce ne vogliono almeno due; e anche un trattino per unirle, e poi non bastano neanche quelle. Perché siamo tante cose, tutte insieme e tutte diverse, un inverno continentale, con un freddo che ti ghiaccia il respiro, e una estate..tropicale che ti scioglie la testa, e a volte tutto insieme come diceva Pierpaolo Pasolini, capaci di avere un inverno con il sole e la neve, pianure che si perdono piatte all’orizzonte, e montagne fra le più alte d’italia, la terra e l’acqua che si fondono alle foci dei fiumi in un paesaggio che sembra di essere alla fine del mondo. Città d’arte e distretti industriali, le spiagge delle riviere che pulsano sia di giorno che di notte, e spesso soltanto una strada o una ferrovia a separare tutto questo; e noi le viviamo tutte queste cose, nello stesso momento, perché siamo gente che lavora a Bologna, dorme a Modena, e va a ballare a Rimini come diceva Pier Vittorio Tondelli, e tutto ci sembra comunque la stessa città che si chiama Emilia Romagna.
Siamo tante cose, tutte diverse e tutte insieme, per esempio siamo una regione nel cuore dell’Italia, quasi al centro dell’Italia, eppure siamo una regione di frontiera, siamo anche noi un trattino, una cerniera fra il nord e il sud, e se dal nord al sud vuoi andare e viceversa devi passare per forza da qui, dall’Emilia Romagna, e come tutti i posti di frontiera, qualcosa da ma qualcosa prende a chi passa, e soprattutto a chi resta, ad esempio a chi è venuto qui per studiare a lavorare oppure a divertirsi e poi ha decido di rimanerci tutta la vita… in questa terra che non è soltanto un luogo, un posto fisico dove stare, ma è soprattutto un modo di fare e vedere le cose. Perché ad esempio qui la terra prende forma e diventa vasi e piastrelle di ceramica, la campagna diventa prodotto, e anche la notte e il mare diventano divertimento, diventano industria, qui si va, veloci come le strade che attraversano la regione, così dritte che sembrano tirate con il righello.
E si fa per avere certo, anche per essere, ma si fa soprattutto per stare, per stare meglio, gli asili, le biblioteche, gli ospedali, le macchine e le moto più belle del mondo. In nessun altro posto al mondo la gente parla così tanto a tavola di quello che mangia, lo racconta, ci litiga, l’aceto balsamico, il ripieno dei torellini, la cottura dei gnocchini fritti e della piadina e mica solo questo, sono più di 4000 le ricette depositate in emilia romagna; ecco la gente lo studia quello che mangia, perché ogni cosa, anche la più terrena, anche il cibo, anche il maiale diventa filosofia, ma non resta lassù per aria, poi la si mangia. se in tutti i posti del mondo i cervelli si incontrano e dialogano nei salotti, da noi invece lo si fa in cucina, perché siamo gente che parla, che discute, che litiga, gente che a stare zitta proprio non ci sa stare, allora ci mettiamo insieme per farci sentire, fondiamo associazioni, comitati, cooperative, consorzi, movimenti, per fare le cose insieme, spesso come un motore che batte a quattro tempi, con una testa che sogna cose fantastiche, però con le mani che davvero ci arrivano a fare quelle cose li, e quello che resta da fare va bene, diventa un altro sogno. A volte ci riusciamo a volte no, perché tante cose spesso vogliono dire tante contradizzioni. Che spesso non si fondono per niente, al contrario non ci stanno proprio, però convivono sempre. Tante cose tutte diverse, tutte insieme, perché questa è una regione che per raccontarla un nome solo non basta.
Ora ti ho raccontato quello che siamo, non credere di farmi o farci paura con due giri di mazurca facendo ballare la nostra terra, io questa terra l’amo e come mi ha detto una persona di Mirandola poche ore fa.. questa è la mia casa e io non l’abbandonerò mai

domenica 13 maggio 2012

Sto aspettando . . . .

Sto aspettando le fioriture del mio piccolissimo angolo di paradiso. Le sto aspettando come fossero care amiche che vengono a farmi visita una volta all ' anno. 
Sembrerà puerile questa mia trepidazione, ma per me è la parte bella della primavera . . . 


E' la mia preferita e a lei  riservo molte attenzioni. . .


Poi accarezzo con lo sguardo il mio gigantesco gelsomino che dopo dieci anni è diventato parte integrante della facciata della casa.  Anche lui sta preparando i suoi profumatissimi fiori.   Quest'anno questa fioritura  è ancora più apprezzata perché  è uno dei pochi di questa zona che è sopravvissuto alle temperature polari dello scorso inverno.



Il dono di questa primavera è la fioritura del caprifoglio.
 Due anni fa presi da un muro di sasso un rametto  e senza molte aspettative lo piantai.  Ha avuto un vegetazione lenta e un poco stentata per poi esplodere quest'anno  e , oltre a raddoppiare la sua dimensione , da un paio di giorni sta mettendo in cantiere la sua prima fioritura....

Il fiore del caprifoglio ha una profumazione intensa. . . .  una delle mie preferite  . . . anche questa è una piccola gioia !




e poi. . .  che dire di queste violette . . . come si può non amarle ?