sabato 19 marzo 2011

La vita è troppo bella per essere insignificante . . .



". . . e la vita non mi stanca e anche tu non dovrai stancartene.   VIVI !!!! 
E' veramente buono battersi con persuasione, abbracciare la vita e vivere con passione, perdere con classe e vincere osando, perchè il mondo appartiene a chi osa !!
La vita è troppo bella per essere insignificante!"


(Charlie Chaplin)


In questi tristi giorni  che seguono la catastrofe giapponese non si può non pensare al senso della vita. Mi sono chiesta più volte se veramente stiamo dando un significato alle nostre esistenze o siamo troppo distratti da mille stimoli , a volte sterili , che  ci fanno perdere di vista lo spessore che dovrebbe avere ogni giorno che ci è concesso di vivere.
Forse dovremmo tutti segnare un attimo il passo e rivedere valori che stiamo perdendo per strada , dovremmo correggere la miopia che questa società , consumistica ed egoista , ha dato al nostro sguardo.


Leggendo sui quotidiani i reportages dalle zone colpite da . . .un terremoto spaventoso . . . uno tsunami apocalittico e dalla tragedia della radioattività che sta  aggiungendosi alla catastrofe che già c'è stata sono ammutolita di fronte a così tanto dolore. . .troppo !!    A volte l'impotenza ti annienta e paralizza anche i pensieri.  
Voglio riportare qui uno dei  "piccoli" racconti scritti oggi su un quotidiano da un giornalista fantastico , Giampaolo Visetti , che unisce alla sua professionalità  una componente di grande sensibilità . . .li ho letti con le lacrime agli occhi. . .
Da questi racconti esce prepotente la grandezza dell'uomo. . . quello vero. . . quello che mette sopra a tutto la generosità verso l'Altro. . . quello che ritieni abbia più bisogno di te , anche se anche tu stai vivendo una tragedia. . . e forse è proprio questo che non rende la vita insignificante !


La ciclista 
La corsa disperata in bicicletta a caccia di coperte e medicine 
Michiko Takahashi ha 42 anni e faceva i conti nella cooperativa dei gamberi a Minami-Soma. È stata lei ad accorgersi che sulla spiaggia erano stesi trecento corpi. Ieri sera è arrivata a Tokyo, è scesa dalla sua bici ed è entrata in una farmacia. Ha acquistato uno scatolone di medicine contro l'influenza e la gastroenterite, che nelle prefetture travolte stanno contagiando migliaia di sopravvissuti. In un grande magazzino ha ordinato duecento coperte, il massimo che poteva permettersi investendo i risparmi. Poi è risalita in sella e ha imboccato la via del ritorno. Se non avesse incrociato un giornalista giapponese nessuno saprebbe di lei. Visto che dopo una settimana i soccorsi ancora non sono sufficienti, Michiko ha deciso di fare da sola. Oltre quattrocento chilometri in due giorni, sotto la neve e a digiuno, altrettanto per rientrare. Adesso i giapponesi pensano a lei e iniziano a credere che nulla è impossibile: nemmeno rialzarsi dopo l'11 marzo. 






http://www.repubblica.it/esteri/2011/03/19/news/superstiti_tsunami-13803201/?ref=HRER3-1

4 commenti:

  1. Cherie, a volte anche solo un abbraccio può avere un senso....di più non posso, non so...è questo il senso di impotenza??

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  2. Si Patty può essere quello ma anche molto altro !! Un abbraccio !

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  3. sì questo senso di impotenza mi fa male ....grazie Michiko ....grazie Cherie per avermi fatto conoscere questa bellissima storia ...i giapponesi sono un popolo forte ...non fanno storie ....sceneggiate ....si tirano su le maniche e via ....tengo le dita incrociate per loro ....almeno spero che il tempo migliori ....ci mancavano neve e gelo....mi si stringe il cuore ....ora basta sto in silenzio ....

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  4. Storie così........ti allargano il cuore...perché è la prova che esiste il bene....l'essere anziché l'apparire........ma nello stesso tempo ............ti stringono il cuore ...per come ti fanno sentire impotente.....ed egoista.......Un abbraccio a tutte!♥

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